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“rovescia la realtà e scopri l’immaginazione”
La possibilità di vivere la musica in modo diverso da quello proposto dai media, sta facendo crescere la passione per la musica "lunga".
Sono in molti quelli della nuova onda generazionale che amano questo genere orientato all'ascolto e che coltivano l'idea che possa esserci una via di fuga dalla realtà in FM, una zona crea-attiva,
un'isola felice come esisteva prima che le radio commerciali prendessero il sopravvento su tutto.
E' l'effetto della forte attrazione emanata dalla musica dell'immaginazione, quella che coinvolge musicista e ascoltatore in un rapporto simbiotico che si amplifica nei concerti live,
dove quelli sul palco e quelli nel parterre sembrano suonare insieme in un'unica performance.
Questo mondo musicale, una volta chiamato progressive, oggi è ricco di nuovi protagonisti, di nuovi talenti, che non amano omologazioni e fanno fatica ad esprimersi nello spazio di una canzone.
La loro è una musica senza schemi fissi, senza durate programmate, senza effetti speciali di marketing.
Questi artisti sono avventurieri delle note, ma sanno che, se stimolato, c'è un pubblico pronto a seguirli in un'immersione totale, convinti che un disco non possa e non debba durare solo alcuni mesi.
Queste riflessioni mi hanno spinto a dar vita al progetto IMMAGINIFICA, la nuova etichetta dell'area della musica evolutiva.
IMMAGINIFICA vuole dare voce a un mondo sonoro dove l'ascoltatore torna ad essere il protagonista assoluto di percorsi sensoriali e sentieri dal forte richiamo emozionale.
Lo spazio ideale di IMMAGINIFICA sarà quella zona della musica dove è possibile ritrovare la capacità di fare correre un fremito durante un assolo, di stupire con l'atmosfera di note rarefatte.
Per me, in questi tempi di rap e dub, questa rappresenta una sfida stimolante perché il disco è un punto di partenza, non di arrivo. Il CD va portato in giro, va suonato, va fatto conoscere.
E' questa la più grande lezione che ho imparato nella mia carriera e vorrei condividerla
con tutti gli "immaginatori".
Franz Di Cioccio
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